venerdì 26 aprile 2013

Fenomeno discount.

Qualche giorno fa, nell'audizione in Senato, alla Commissione speciale, il Presidente dell'Istat Enrico Giovannini, ha segnalato che il 12,3% delle famiglie, acquista generi alimentari negli hard discount. Un anno fa, era il 10,5%.

La tendenza, generalizzata in tutto il paese, ha avuto al nord Italia, il suo incremento maggiore.


In Italia si sono sviluppati tra la fine degli Anni 80 e l’inizio del decennio successivo. 


Secondo i calcoli di Nielsen a gennaio di quest’anno in Italia c’erano 4.615 discount. Quasi raddoppiati, rispetto a dieci anni fa.

Sempre secondo Nielsen, nel periodo tra gennaio e metà aprile 2013, il fatturato a parità di rete nei discount cresce del 2,6%. 
In tutto il sistema della distribuzione moderna (che include anche gli ipermercati, i supermercati e il libero servizio) le vendite registrano un calo del 2,3%. 
Come si vede si tratta di negozi in controtendenza. 

I discount, "vanno bene", perchè tengono i prezzi bassi, e anche perchè, si è cominciato a vendere il "fresco" (nel 2012 la frutta e verdura fanno +17,9%, il pane +11,3%, la carne e il pollame +10,4%...) 
Da tempo la qualità dei freschi è migliorata; il consumatore va al discount anche per comprare il pane. 
Negozio di Peter Griffin

De Camillis (Nielsen), comunque, conferma che non tutte le aziende del comparto, vanno bene:  tra le prime dieci insegne soltanto la metà, infatti, viaggia in positivo. Le altre stanno facendo fatica: sono quelle che hanno avuto meno capacità sul fronte della qualità offerta.
Sono pur sempre aziende, aggiungiamo noi, che debbono lavorare nel difficile contesto italiano; e, anche in zona, abbiamo potuto notare alcune chiusure, e successive riaperture con nuove insegne, come vedremo... 

Nei discount, i prezzi vengono abbattuti anche con una una semplificazione dell’offerta, con un assortimento minore: offerta che, generalmente, è pari alla metà di quello di un supermercato. 
 Il cerchio si chiude con una organizzazione studiata per contenere i costi di gestione, di logistica e legati ai servizi nel punto vendita. Un mix di caratteristiche che aumenta l’efficienza. 

Nella audizione, il presidente dell’Istat ha anche rilevato come la crisi stia modificando in profondità i modelli di consumo delle famiglie. Oltre a frequentare luoghi di distribuzione a prezzi più contenuti vengono pure ridotte la quantità e la qualità dei prodotti acquistati. 

Nel frattempo, gli ipermercati tradizionali, tengono alta la pressione delle offerte, selezionando panieri a prezzi particolarmente scontati. Non di rado, il consumatore più attento, potrà trovare di questi tempi, prodotti di marca a prezzi identici, talvolta inferiori a quelli non di marca; come sempre, occorre fare molta attenzione, insomma, alle varie offerte in corso...
Gli ipermercati, inoltre stanno puntando moltissimo, sulle private label, marche private vendute con il logo del distributore.
Si cerca di offrire qualità a prezzi più competitivi. 

In zona, come sopra specificavamo, ci sono state alcune chiusure, anche di ipermercati molto noti a livello internazionale; alcuni, hanno riaperto come discount...
Insomma, abbiamo rilevato una riconversione, verso il discount, ed il passaggio di mano, di alcuni piccoli supermarket, da un marchio all'altro. Comprensibili chiusure, e tentativi di sopravvivere ai nuovi modi di spendere del pubblico, se possiamo azzardare...
Sotto, abbiamo abbozzato una mappa dei discount locali; non è molto precisa, per varie imprecisioni rilevate nei siti istituzionali dei vari protagonisti del settore, quindi, prendetela come una bozza. 
Segnalateci quindi, inesattezze, o nuove aperture !

Discount presenti in zona
Eurospin   MD Discount   Oneprice   Todis

Altri discount
Dico   Dpiù   Penny Market   iN's Mercato   Tuodì   Lidl   



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